mercoledì 17 febbraio 2016










RECENSIONE IL GIARDINO SEGRETO 


Burnett Frances H. Il giardino segreto, Giunti junior, Milano, edizione 2015

LA TRAMA:   La protagonista del libro è Mary, una bambina di nove anni presentata come scontrosa ed antipatica. Vive in India, quando a causa di un’epidemia di colera perde entrambi i genitori e viene affidata ad uno zio, il lord Archibald Craven che vive in un castello sperduto nella brughiera dello Yorkshire. Con il tempo Mary inizia ad ambientarsi e a scoprire i segreti del luogo dove vive, primo tra tutti l’esistenza di un giardino misterioso in cui da dieci anni a seguito della morte della moglie dello zio non entra più nessuno. La bambina grazie all’aiuto di un pettirosso e dell’amico Dickon riesce ad accedervi. Ma ben presto Mary si troverà alle prese con un altro insospettato segreto, durante la notte infatti sente un bambino piangere: il piccolo Colin…

IL TEMA PRINCIPALE:  Il tema principale è la crescita, Mary all’inizio del libro viene presentata come una bambina capricciosa ed antipatica, incapace di relazionarsi agli altri. Nel corso del romanzo a contatto con la natura e l’amico Dickon (bambino cresciuto nella brughiera e fratello della governante) inizia ad avere un cambiamento interiore, muta i suoi comportamenti ed atteggiamenti, guardando alla natura con stupore e gioia impara a relazionarsi agli altri, ad essere una bambina gioiosa e benevola. Questo si rifletterà nel cugino, Colin, convinto dalla nascita di essere malato e di non poter camminare, anche lui un bambino capriccioso ed abituato a veder accolto ogni suo più piccolo desiderio (tanto da essere definito un “maragia”)  a seguito dei racconti e dell’entusiasmo della cugina inizierà a nutrire l’interesse di vedere il giardino segreto, quando lui in precedenza non era mai uscito di casa. Usciti nel giardino segreto insieme assisteranno alla nascita dei fiori, alla presenza di animali e questo spingerá Colin a mettere da parte le sue paure, a convincersi che non deve morire, e a seguito dell’espressione “Storpio” rivoltagli dal giardiniere a provare a camminare,  rendendosi conto che la sua non era una malattia ma semplice paura. Un’altra tematica importante nel libro è la natura, molte sono infatti le descrizioni dell’ambiente esterno, dei fiori e della brughiera, dell’importanza per i bambini di passare le giornate all’aria aperta sia per la loro salute che per il loro umore.

     LE PAROLE CHIAVE: Le parole chiave sono: paura, malattia, lamenti, segreti, giardino, animali, natura, magia, amicizia, crescita, vita, stupore. Parole che indicano il cambiamento che vi è nel corso del libro, da parole cupe e tristi come paura e malattia vi è il passaggio a parole opposte quali vita e crescita.

      LINGUAGGIO: Il linguaggio è ricercato ma ben comprensibile anche per i bambini, la scelta delle parole non  è lasciata al caso, ed il libro è scritto in maniera magistrale. Vi è la presenza di una metafora fondamentale nel corso del romanzo: a seguito del susseguirsi delle stagioni, dall’inverno alla primavera, e del rinascere del giardino, da grigio e spoglio a rigoglioso e in fiore, vi è la crescita interiore dei due bambini. Frasi che mi hanno particolarmente colpito sono: “Una persona sembra più bella quando sorride”, sottolinea l’importanza di allontanare atteggiamenti cupi, di come un semplice sorriso possa rendere l’aspetto di una persona diametralmente diverso. “Là dove coltivi una rosa non può crescere un cardo”, frase che a mio parere delinea il messaggio del libro: attraverso una crescita interiore, la consapevolezza dei propri atteggiamenti sbagliati e una migliore predisposizione verso gli altri la vita riserverà gioie e bellezze inaspettate. “Fino a quel momento [Mary] non aveva compreso che sentirsi sola era una di quelle cose che la rendevano così scostante e arrabbiata: parve rendersene conto solo quando il pettirosso la guardò e lei guardò il pettirosso”, frase che sottolinea l’importanza di stare con gli altri per la propria crescita personale. “La mamma dice che le due cose peggiori che possono capitare a un bambino sono di non ottenere mai quello che vuole, oppure di ottenerlo sempre” (frase di Martha, la governante) i comportamenti di Colin e Mary sono dovuti anche ad il fatto che sono abituati a veder appagato ogni loro desiderio, frase a mio parere che dovrebbero aver presente adulti ed educatori. “Dobbiamo cercare di assomigliare all’erba, agli alberi e ai cespugli”, frase che evidenzia l’importanza della natura.
      
    SPAZIO: lo spazio è ben delimitato, il Castello di Misselthwaite si trova infatti nello Yorkshire, Inghilterra. Oltre alle descrizioni del giardino vi sono anche le descrizioni della brughiera e delle oltre cento stanze che costituiscono il castello. Leggendo si riescono ad immaginare i colori, i profumi ed i suoni di questi luoghi. Il giardino nel corso del racconto si trasforma: da grigio, spoglio diventa grazie all’intervento dei bambini costituito da fiori diversi, colori vivaci, animali.

      PERSONAGGI: i personaggi principali sono Mary, una bambina di nove anni, inizialmente descritta come bruttina ed antipatica poi come allegra e vivace, ed il cugino Colin anche lui presentato con un carattere scorbutico, viziato ed altezzoso. Un altro personaggio importante è Dickon, bambino proveniente da una famiglia povera ma allegro, vivace, capace solo di buoni sentimenti ed in grado di motivare gli altri due bambini.

    ETA' MOTIVATA DEL DESTINATARIO: Il libro a mio avviso può avere come destinatari bambini frequentanti gli ultimi anni della scuola primaria (nove, dieci anni) in grado di cogliere oltre alla bella storia e alla meraviglia e curiosità di sapere cosa succede in questo giardino segreto le altre importanti tematiche affrontate. Un bambino più piccolo potrebbe lasciarsi intimorire dal volume del testo e dal numero di pagine (338) oltre ad avere difficoltà con alcune parole presenti, di non immediata comprensione. Il libro oltre ad avere come destinatari bambini può essere letto anche dagli adulti, costituendo una bellissima lettura di formazione, io ad esempio mi sono emozionata leggendo questo libro, riuscendo a capire cose che da bambina non ero riuscita a cogliere.
    All’interno del libro non vi è uno specifico riferimento all’età a cui è rivolto ma a delle determinate caratteristiche di gusti letterari del bambino: “Ti piacciono le storie misteriose, i colpi di scena, il fruscio delle foglie? Allora..”. Secondo me questa indicazione riesce ad attrarre il bambino al libro, trovandosi in biblioteca o in libreria potrebbe essere spinto alla lettura. 

      VALORE DELL'OPERA: Consiglio quest’opera, la storia è molto bella sia per i bambini che per gli adulti. Il libro riesce a toccare tematiche molto importanti per un pubblico infantile: come il contatto con la natura sia in grado di risvegliare sentimenti positivi, la possibilità di crescere e modificare i propri atteggiamenti, la possibilità con costanza e determinazione di riuscire a raggiungere i propri obiettivi partendo dalle proprie forze essendo capaci di abbattere ostacoli e debolezze di cui si può essere i principali artefici. L’importanza di riuscire a mantenere un segreto ed il valore dell’amicizia, dello stare insieme. Secondo il mio parere è adatto ai bambini della società odierna, molto spesso costretti in piccoli spazi senza aver la possibilità di uscire all’aria aperta per una sorta di paura del mondo esterno dei genitori, per far scoprire loro un rapporto con gli animali e la natura, fatto di cura, di attenzioni e di rispetto.

      IL MIO VOTO: 





 

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