lunedì 22 febbraio 2016
Opinioni sulla quadrilogia di Elena Ferrante
QUADRILOGIA DI ELENA FERRANTE
Ho finito ieri la quadrilogia di Elena Ferrante, ed inizialmente avevo pensato di non scrivere la mia opinione al riguardo, è difficile valutare esaustivamente ed in maniera adeguata quattro libri di oltre quattrocento pagine ciascuno di cui ognuno mi ha catturata e rapita, dandomi emozioni e sensazioni diverse, avevo paura di non trovare le parole adatte e non riuscire a scrivere dal corretto punto di vista. Ho deciso quindi di non delineare la trama, di non cercare di spiegare cosa succeda, ma semplicemente cercare di trasmettere le mie emozioni ed impressioni.
La quadrilogia inizia con il volume "L'amica geniale" in cui vengono presentate le due protagoniste, Elena Greco (narratrice della storia) chiamata molto spesso Lenù e Raffaella Cerullo chiamata Lila da Elena e dal resto delle persone Lina, ancora bambine. Le vicende sono ambientate in un rione di Napoli, Napoli che farà da sfondo all'intera narrazione. Nei successivi "Storia del nuovo cognome", "Storia di chi fugge e di chi resta", "Storia della bambina perduta" vi è la crescita, il delinearsi della vita delle due donne.
I quattro romanzi hanno in comune una tematica: l'amicizia tra le due protagoniste, amicizia fatta di gelosia, invidia ed influenze reciproche tanto che Elena e Lila si rispecchiano una nell'altra, si identificano e si mescolano, pur allontanandosi ed in certi momenti odiandosi. Personalmente all'inizio della lettura ho pensato che Lina fosse la malvagia presentata infatti con un'intelligenza vivissima e prepotente, l'amica geniale, di cui Elena era succube, nel corso dei romanzi invece mi sono dovuta ricredere, questa influenza e bisogno quasi maniacale e insano dell'altra, in un certo senso la volontà di primeggiare, è di entrambe. La quadrilogia inoltre si intreccia con le vicende storiche cha vanno dagli anni '60 ai primi anni 2000 del nostro Paese in particolare i movimenti rivoluzionari di fine anni sessanta, i movimenti per l'eguaglianza femminile, i primi scandali di corruzione e tangentopoli, le uccisioni sistematiche e il terrorismo.
La storia è una storia di vita vera, i sentimenti delle due protagoniste, i loro pensieri ed atteggiamenti sono descritti totalmente, senza censura e mezzi termini, non è presente una volontà pietistica.
La scrittura dell'autrice consente di coinvolgersi emotivamente con le vicende, non mi era mai successo di sentirmi così "dentro" ad un romanzo, di essere fuori casa, lontana dal libro e pensare ad Elena e Lenù, a cosa avrebbero fatto loro in quel caso. Non si sa cosa aspettarsi, cosa succederà, le vite parallele che si intrecciano nel corso dei romanzi sono interessanti, ricche. Una cosa davvero particolare è che in un certo senso questi libri mi hanno dato forza in un momento per me difficile, le due protagoniste con loro vite diametralmente diverse, le loro scelte a volte sbagliate e discutibili, ce la fanno, ce la fanno in situazioni difficili, nonostante la loro vita non sia stata perfetta, nonostante il luogo dove sono nate, le prove a cui sono state sottoposte fin dall'infanzia. Soffrono, si allontanano, scappano, vivono situazioni difficili in cui non si sa cosa accadrà loro, ma ce la fanno. I finali di ogni libro secondo la mia opinione sono fantastici, inducono a comprare il libro successivo per sapere cosa succederà.
Io vi consiglio di leggere questa quadrilogia, una bella storia di vite ricche e diverse, appassionante e scritta in maniera magistrale. Più Elena Ferrante per tutti.
" A differenza che nei racconti, la vita vera, quando è passata, si sporge non sulla chiarezza ma sull'oscurità. Ho pensato: ora che Lila si è fatta vedere così nitidamente, devo rassegnarmi a non vederla più".
VOTO: 5 STELLE
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